Neg-Attivista della memoria ancestrale.
La terra come madre, la madre come terra. Un'azione visiva e concettuale che usa l'inversione dello sguardo per catturare la carne, la luce e lo spirito del luogo da cui tutto ha origine.
Un’indagine fotografica che scava nelle radici profonde dell'esistenza, dove il ribaltamento visivo svela il legame viscerale tra la terra e la figura materna, in un unico corpo fatto di appartenenza e origine.
È un progetto che include otto lavori:
The Beginning (prove d’artista) è il primo lavoro sull’ambiente. Immagini scattate con il cellulare direttamente in negativo che danno inizio al processo creativo.
FireBergs’08 Hot|as|Ice, è l’ossessione del ghiacciaio del Perito Moreno che, in negativo, diventa fuoco. Il ghiaccio brucia e le crepe diventano lava.
MoonShining rappresenta la nascita dell’universo, l’aria, l’atmosfera che ci circonda e che ci permette di vivere.
The other face of the Skin, un lavoro sui simboli che si delineano sulle pareti rocciose (la pelle della natura), è la nostra possibilità di scegliere la direzione verso cui andare, tra positivo e negativo.
ShineBergs’10 Touchable|as|Untouchable, è l’elemento acqua che seppure rappresentato in negativo, il terreno argilloso lo rende blu come nella realtà.
WoodBergs’12 Beginning|as|End, elemento legno, è un inno alla flora. La conversione in negativo ci ricorda quanto la deforestazione ci stia togliendo l’aria necessaria alla nostra sopravvivenza.
Lapides, un lavoro sulla violenza contro le donne che ha come protagonista un vestito fucsia fotografato in luoghi desolati. Il vestito, che rappresenta da un lato la bellezza dall’altro un corpo e una vita assenti, è un diritto negato e al contempo la risposta a tutti i diritti umani e sociali. Lapides sottolinea la similitudine tra la donna e la Madre Terra.
GreenBergs’22 Leaf|as|Life, l’abito fucsia usato in Lapides, in negativo, diventa un abito verde che rimanda al verde delle foglie, come se fosse il vestito della Terra.
Nella maggior parte dei lavori le immagini sono stampate in negativo a simboleggiare, attraverso il linguaggio fotografico, il lento e distruttivo operare umano sull’ambiente, un metodo a cui sono arrivata grazie alle sperimentazioni di Man Ray e alle mie durante il processo di stampa, mentre l'esperienza di Magritte ha contribuito a mettere in relazione i concetti con le immagini, da cui la visione surreale che suggerisce la sensazione di un futuro distopico, metafora del nostro ambiente violato.
Negli altri, le cui immagini sono stampate in positivo o in positivo e negativo, l’intento è quello di rafforzare la nostra percezione di attori protagonisti nel tempo: dalle immagini primordiali di MoonShing, a quelle di The other face of the Skin, che ci propongono una scelta, per finire a Lapides, in cui il vestito svuotato del corpo è un diritto negato.
Se da una parte intravediamo nelle immagini il punto di non ritorno, dall’altra comprendiamo la necessità del cambiamento attraverso il nostro agire quotidiano, utilizzando il progresso tecnologico, senza soccombere ad esso.
Ho osservato la Natura e mi ci sono immersa per raccontarla attraverso la sua bellezza e il suo principio creativo per far sì che ognuno di noi possa essere promotore e partecipe in prima persona alla realizzazione di un mondo migliore possibile.







